
13 LUGLIO ore 21,30
Lo scrittore, saggista, Claudio Magris, geniale studioso
di letteratura mitteleuropea, erede della grande tradizione culturale triestina, nasce
il 10 aprile 1939 a Trieste. Oltre che alla sua città natale, la sua formazione
intellettuale è legata anche a Torino dove si laurea nel 1962 in Lingua e
Letteratura Tedesca con Lionello Vincenti. Dopo un periodo di apprendistato
all'Università di Freiburg, è stato, dal 1970 al 1978, ordinario di
Lingua e Letteratura Tedesca all'Università di Torino, mentre ora insegna
all'Università di Trieste. La sua tesi di laurea, dal titolo Il mito
asburgico nella letteratura austriaca moderna, pubblicata da Einaudi nel 1963,
ha dato il via alla sua produzione e - sul piano degli studi, ma anche su quello
dell'editoria e dell'interesse dei lettori - a un recupero della letteratura
mitteleuropea. Nel 1986 Magris dà alle stampe il suo capolavoro, Danubio
- suggestivo diario sentimentale e viaggio nello spazio e nel tempo, da
cui nel 1997 il regista Pressburger ha ideato per il Mittelfest uno
spettacolo teatrale itinerante. Danubio. In quello stesso anno vince con
Microcosmi il prestigioso Premio Strega, mentre nel 1999 torna alla saggistica
con Utopia e disincanto, Saggi 1974-1998, una raccolta di brevi saggi
e articoli giornalistici per il Corriere della Sera. Con L'infinito viaggiare è
uno splendido quaderno di viaggi - righe fitte d'inchiostro e vita vissuta.
Nel 2004 gli è stato conferito il premio della Fundacion Principe de
Asturia per la Letteratura.
La Città di Sarzana conferisce a Claudio Magris, finissimo
letetrato di grande umanità e sensibilità, germanista e critico,
saggista di vastissima e straordinaria cultura, acuto giornalista, geniale
studioso diletteratura mitteleuropea, il Premio Eugenio Montale- Fuori di Casa/Sconfinando
per aver pienamente compreso il senso di quella che per Montale era la virtù più
importante, "la decenza quotidiana" e averla messa in atto nella sua vita, Per averci insegnato cosa significhi veramente viaggiare
: cogliere nelle cose e nelle persone i propri lineamenti, il proprio volto,
perché la nostra vita non è mai soltanto nostra, ma è fatta di tutte le altre
vite che in modo significativo si incontrano con la nostra.
Durante la serata, oltre ad assegnare a Claudio Magris il Premio
E.Montale Fuori di Casa, verrà assegnato un riconosciemnto al regista
Giorgio Pressburger e saranno proiettate alcune scene dal film
tratto dall'opera teatrale di Claudio Magris "Lei dunque capirà" di
cui è regista, e sceneggiatore, insieme a Paolo Magris, lo stesso
Giorgio Pressburger.
Interverrà Ariodante Petacco - critico cinematografico.
Giorgio Pressburger, nato a Budapest nel 1937 e trasferitosi in Italia
nel 1956 a seguito dell'invasione sovietica dell'Ungheria, è oggi una
delle figure più rappresentative del panorama culturale italiano e internazionale.
Attivo, ai massimi livelli, in molteplici campi, nell'elaborazione
e stesura di originali radiofonici e televisivi, regie radiofoniche, regie
televisive, è inoltre autore di testi teatrali, dei quali cura anche la regia.
Ha scritto romanzi, racconti, saggi, i suoi libri sono tradotti in ungherese,
francese, inglese, spagnolo, tedesco, olandese, ceco, giapponese. Ha
vinto importanti premi e alle pagine culturali di numerosi quotidiani e riviste letterarie
Parla italiano,ungherese, tedesco, francese, inglese, russo e sloveno.
La pellicola "Lei dunque capirà" ha aperto la mostra del
Centro di Cultura Contemporanea di Barcellona su Trieste e
Claudio Magris inaugurata nel marzo del 2011 e rappresenta il viaggio di una
giovane donna attraverso una labirintica
"Casa di Riposo" dalla quale il marito la vuole far uscire
per riportarla alla vita normale.
Il viaggio della donna, attraverso
sotterranei, uffici, sterrati, anditi, pantani, campi, è accompagnato
dal presidente della casa di riposo, il quale viene visto solo
come un'ombra. Si scoprirà invece, a poco a poco, che si tratta
di un viaggio nell'al di là, nel tentativo di uscire, grazie ad un
permesso speciale, dal mondo dei morti, per tornare a quello dei
vivi, accanto all'amato marito, scrittore di successo, che, ancora
innamorato di lei, arriva nella "Casa" per riportarla alla vita.
La protagonista, Euridice, si rifiuterà alla fine di fare questo ritorno, perché
non sopporterebbe le domande dell'amato sul segreto di quella "Casa",
cioè sul segreto della morte e della vita. Ormai vicini alla radiosa alba,
e all'uscita dai sotterranei, lei infrangerà i patti posti al marito per il
permesso di rilascio, e così tornerà nella sua stanza dove rimarrà per
sempre.