
14 LUGLIO
"ENDANGERED SPECIES"
Performance musicale
Alvin Curran. Fin dal 1965 segue una carriera vivace e
autocostruita come compositore performer nella scia della tradizione
americana di musica sperimentale. Non è stato facile.
Tutto è cominciato quando nel 1965 a Roma, insieme a Rzweski
e Teltebaum, ha fondatoil gruppo Musica Elettronica Viva. Nei
primi anni '70 ha iniziato a creare una serie di opere-performance
poetiche per sintetizzatori, voce, suoni naturali su nastro e
oggetti rinvenuti che furono eseguite in tutta Europa e negli Stati
Uniti. Nella ricerca di nuovi spazi musicali, all'inizio degli anni '80,
a sviluppato una serie di concerti evento realizzati all'aperto che
si sono gradatamente evoluti per divenire opere coreografiche di
grandi dimensioni come "Oh Brass on the Grass Alas" per 300
musicisti. Negli anni '80 ha esteso questo concetto fino al livello
sovranazionale, creando concerti radiofonici simultanei dal vivo
in diversi paesi. Quelle idee vennero poi ulteriormente affinate
attraverso l'utilizzo di campionatori, pianoforti e computer, per
divenire performance-eventi unici, una sintesi tra sala da concerto,
strumenti acustici, tastiere e suoni del mondo intero, o come
lavori radiofonici come "Erat Verbum", "Un Altro Ferragosto" e
"Maritme Rites", una serie creata nel 1984 per la National Public
Radio, usando suoni da tutta la costa orientale degli Stati Uniti.
Ha collaborato con artisti visivi per la realizzazione di una
serie di sorprendenti installazioni sonore che hanno segnato
il cammino verso opere di installazione personali che includono
"The Twentieth Century" e "Gardening with John".
Attraverso quegli anni elettrici, le lezioni di Elliott Carter - insieme
a quelle di Cage, Feldman, e Scelsi - continuarono a
produrre i loro effetti; e rimanendo un compositore fedele alla
"nota su carta". Tra i suoi lavori da camera "For Cornelius" e i
cicli di "Inner cities", registrati da diversi pianisti; i pezzi per tre
esecutori "Schtyx" e "May I Now"; il quartetto d'archi "VUSTO";
il quartetto per sassofoni "Electric Rags II"; il quartetto per percussioni
"Theme Park"; il concerto da camera per violino "Pittura
Frasca"; "In Hora Mortis" per orchestra da camera; " Music is not
Music" per coro "Satb" su testi John Cage; "Malapromptus" per
violoncello e pianoforte; "Bruce Bit Brut Bruit" per flauti, clarinetti,
piano, violini, violoncello, percussioni e rapper.
Endangered Species è uno spazio, un contenitore in cui il suo
archivio di suoni è racchiuso in piccole ampolle di essenze concentrate.
Un archivio di distillati selezionati in anni di ascolto
di ogni cosa: dai subbugli nei sogni ai minacciosi ruggiti di
una natura impazzita , dalla quiete quasi assoluta in un Ferragosto
italiano allo strepitio che accompagna un funerale
balinese, da cicale che fanno sesso a bisonti accoppiati ,
l'ululato umano di un licantropo, una sirena da nebbia rotta,
il richiamo del Muezzin dalle Moschee.
Dopo aver collezionato questi suoni per oltre 40 anni, ora riappaiono
sotto forma di bit elementari, di campionamenti digitali
ordinati e stratificati a decine, centinaia e migliaia come in un
gigantesco mondo-strumento permettendo ad Alvin Curran, divenuto
strumento vivente di musica, di suonare sotto i suoi polpastrelli
il mondo intero, ricercando e riconfigurando mondi nuovi
attimo dopo attimo.
Endangered Species sono racconti in una lingua che ha inventato per narrare di persone, luoghi, canzoni, cose, eventi,macchine, melodie, animali, stanze, cieli, aria, e sogni. ogni performance è una nuova storia raccontata con gli stessi vecchi suoni, buttati lì come affresco su un muro, ogni volta dipinto in modo diverso, ed in ogni momento sostenuto dalla durata, incognita, della propria energia creativa. Come se, infatti, lui stessi semplicemente raccontando la sua storia, con i suoni delle sue pagine consumate, oppure la nostra storia con il suo interminabile ciclo di gioia e dolori e la sua inesorabile ricerca dell'unità.
"Endangered Species, io ne sono fuori, tocca voi".